Giochi del passato

I carrettini
Nel secondo dopoguerra italiano, il traffico automobilistico era scarso, permettendo ai giovani di giocare per strada senza grandi rischi. Tra i passatempi preferiti c'erano le discese con i "carrettini", rudimentali mezzi di legno con cuscinetti a sfera come ruote e bastoni come freni.

Battimuro
Il battimuro era un gioco con monetine di poco valore lanciate contro un muro per farle rimbalzare sulla strada. Il giocatore che riusciva a far cadere la propria moneta vicino alle altre poteva prenderle. In una variante, la moneta veniva lanciata per avvicinarsi il più possibile al muro, vincendo così tutte le monete più distanti.

Il telefono
Un gioco praticato soprattutto dai bambini più piccoli era quello del "telefono" costruito con due barattoli collegati da uno spago che veniva fissato con un nodo nei buchi praticati nei barattoli che potevano essere sostituiti anche dalle coppette vuote del gelato. Ci si poteva così "telefonare" parlando nel barattolo o collocarlo su un orecchio per ascoltare.

Rubabandiera
Il rubabandiera (gioco del fazzoletto) è un gioco a squadre in cui i giocatori corrono per afferrare un fazzoletto tenuto dal porta-bandiera al centro del campo. A ogni giocatore è assegnato un numero, e quando il porta-bandiera chiama un numero, i due giocatori corrispondenti devono cercare di afferrare il fazzoletto e portarlo alla propria "casa" senza farsi toccare. La squadra guadagna un punto ogni volta che un giocatore riesce a completare il turno con successo. Vince la squadra che ottiene il maggior numero di punti.

Acchiapparella
L'acchiapparella è un gioco fisico in cui un giocatore, designato per "stare sotto", cerca di toccare gli altri; chi viene toccato prende il suo posto, ma non può subito ritoccare chi lo ha toccato.

Picchio
Il picchio è una trottola fatta di un cono di legno con una punta in metallo attraversato da scanalature parallele su cui avvolgere una corda per dargli uno slancio vorticoso. Era considerato vincitore chi riusciva a farlo girare più a lungo. Una variante del gioco era lo spaccapicchio che consisteva nel lanciare il picchio su quello che girava a terra di un altro giocatore al fine di spaccarlo.

Schiaffo del soldato
Lo schiaffo del soldato è un gioco antico descritto già da Giulio Polluce nel II secolo d.C. Oggi si gioca in gruppo: uno dei partecipanti, scelto per "stare sotto," si gira di spalle con una mano coprendo la vista e l'altra estesa dietro in attesa di ricevere uno schiaffo. Se indovina chi l'ha colpito, viene sostituito dal colpevole; ma il gruppo può ingannarlo, costringendolo a subire più schiaffi.

Campana
Il gioco della campana si svolge su un tracciato disegnato a terra, solitamente con circa dieci caselle numerate. Il giocatore lancia un sassolino in una casella e, saltando su un piede, percorre il tracciato evitando la casella con il sassolino. Nei blocchi di due caselle affiancate può appoggiare entrambi i piedi. Raggiunta l'ultima casella, torna indietro raccogliendo il sassolino senza perdere l'equilibrio. Vince chi completa tutte le caselle nel minor tempo, lanciando il sassolino progressivamente su ciascuna di esse.

Tappi
Il gioco dei tappi, nato in Italia nel secondo dopoguerra, consiste nel lanciare tappi a corona con precisione e potenza usando un colpo delle dita, cercando di non farli capovolgere. In Campania viene chiamato "Stagnariello". Spesso i tappi venivano personalizzati con foto di ciclisti preferiti, incollandole con cera per aumentarne il peso e la stabilità.

Nascondino
Il nascondino, si gioca in spazi ampi con vari nascondigli. Il giocatore scelto chiude gli occhi mentre gli altri si nascondono e poi cerca di trovarli, correndo a fare "tana" al punto di partenza. Chi viene scoperto per primo diventa il prossimo cercatore, ma se l'ultimo nascosto riesce a fare "tana, libera tutti", il cercatore deve ripetere il turno.

Gioco delle palline
In origine, le biglie erano fatte di coccio o vetro, e il gioco consisteva nel colpire la biglia dell'avversario per farla entrare in una piccola buca nel terreno, pratica diffusa anche nell'antica Roma. Negli anni '70, comparvero biglie di plastica più grandi, contenenti immagini, usate per gare su circuiti disegnati con il gesso o scavati. In tutte le varianti, l'obiettivo era vincere il maggior numero di biglie.

Uno, monta la luna
Questo gioco, diffuso in Italia con nomi come "salto della quaglia" e "la cavallina," consiste nel saltare sulla schiena di un compagno che si china a terra. In una variante, due squadre si sfidano: i ragazzi di una squadra saltano a turno sui compagni dell'altra, cercando di non cadere e di non far crollare la "base" di schiene. In un'altra versione, i saltatori recitano versi di una filastrocca e compiono gesti specifici durante il salto, seguendo il ritmo della rima.
Uno, monta la luna
Due, il bue
Tre, la figlia del re
ecc.

Mosca cieca
La mosca cieca è un gioco in cui un giocatore bendato, la "mosca", deve cercare di toccare gli altri giocatori, che possono muoversi liberamente intorno a lui. Se la mosca riesce a toccare qualcuno, quel giocatore prende il suo posto. In alcune varianti, la mosca deve anche riconoscere chi ha catturato o muoversi tra ostacoli, aggiungendo difficoltà al gioco.